Opzioni endoscopiche e chirurgiche per la cura dell’obesità
Quando si valutano le procedure endoscopiche o chirurgiche
Le procedure endoscopiche e chirurgiche rappresentano strumenti terapeutici efficaci nel trattamento dell’obesità e delle sue complicanze, quando inserite all’interno di un percorso medico strutturato e multidisciplinare. Secondo le Linee Guida della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche (SICOB), tali interventi non devono essere considerati soluzioni isolate, ma parte integrante di una strategia di cura globale, finalizzata non solo alla perdita di peso, ma anche al miglioramento della salute metabolica, della qualità di vita e alla riduzione del rischio di complicanze a lungo termine.
Negli ultimi anni, accanto alla chirurgia bariatrica tradizionale, si sono sviluppate procedure endoscopiche meno invasive che ampliano le opzioni terapeutiche disponibili. La scelta dell’intervento più appropriato richiede una valutazione clinica accurata, basata su criteri scientifici condivisi, sulle caratteristiche individuali del paziente e sulla presenza di eventuali comorbidità.
Terapie endoscopiche per l’obesità
Per i pazienti con BMI ≥ 30 che cercano un approccio meno invasivo rispetto alla chirurgia tradizionale, le linee guida supportano l'utilizzo di procedure endoscopiche primarie6. Queste tecniche vengono eseguite attraverso la bocca (via trans-orale), senza incisioni esterne sulla pelle.
Pallone Intragastrico (IGB): Consiste nell'inserimento temporaneo di un pallone nello stomaco che, occupando spazio, anticipa il senso di sazietà e aiuta a ridurre le porzioni alimentari.
Gastroplastica Verticale Endoscopica (ESG): Nota anche come "sleeve senza cicatrici", è una procedura di sutura dello stomaco effettuata dall'interno per ridurne il volume, preservando l'anatomia originale ma riducendo la capacità gastrica.
Terapie chirurgiche per l’obesità
Questi interventi modificano l'anatomia gastrointestinale per favorire la perdita di peso e la remissione di malattie come il diabete.
Sleeve Gastrectomy : Un intervento restrittivo che rimuove una parte dello stomaco, riducendone le dimensioni e l'ormone della fame (grelina).
Bypass Gastrico (Roux-en-Y): Un intervento che combina la riduzione dello stomaco con una deviazione intestinale. È considerato il "gold standard" per il trattamento del diabete e del reflusso gastroesofageo grave.
Mini Bypass Gastrico (OAGB - One Anastomosis Gastric Bypass): Una variante del bypass che prevede una sola connessione (anastomosi), molto efficace per il calo ponderale e il controllo metabolico.
Interventi Malassorbitivi (es. Diversione Biliopancreatica, Duodenal Switch, SADI-S): Riservati solitamente ai casi di obesità più grave (Classe III) o complessa, agiscono riducendo drasticamente l'assorbimento dei nutrienti.
Bendaggio Gastrico Regolabile (LAGB): Una tecnica restrittiva reversibile, indicata in casi selezionati.
La scelta della procedura: valutazione personalizzata
Non esiste una procedura “migliore” in assoluto per tutti i pazienti. Le Linee Guida SICOB sottolineano come la scelta tra trattamento endoscopico o chirurgico debba derivare da una valutazione personalizzata e multidimensionale, che tenga conto di diversi fattori clinici e personali.
In particolare, vengono considerati:
indice di massa corporea (BMI) e distribuzione dell’eccesso ponderale;
presenza e gravità delle comorbidità (diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemia, OSAS, reflusso gastroesofageo);
storia ponderale e precedenti tentativi terapeutici;
profilo metabolico e nutrizionale;
età, fragilità clinica e aspettative del paziente.
Le procedure endoscopiche primarie, come il pallone intragastrico o la gastroplastica verticale endoscopica (ESG), possono essere indicate in pazienti con BMI ≥ 30 kg/m² che ricercano un approccio meno invasivo. Gli interventi chirurgici, invece, offrono risultati più duraturi e un maggiore impatto metabolico, risultando indicati soprattutto nei casi di obesità più severa o associata a comorbidità significative.
La decisione finale viene sempre condivisa con il paziente, dopo un’informazione completa, realistica e basata sulle evidenze scientifiche.
Il ruolo del follow-up dopo endoscopia o chirurgia
Il follow-up multidisciplinare rappresenta un elemento essenziale del successo terapeutico dopo una procedura endoscopica o chirurgica. Le Linee Guida SICOB raccomandano in modo forte un monitoraggio strutturato e continuativo nel tempo, poiché l’intervento, da solo, non garantisce il mantenimento dei risultati ottenuti.
Il follow-up consente di:
monitorare l’andamento del peso e della composizione corporea;
prevenire e trattare carenze nutrizionali;
intercettare precocemente il recupero ponderale;
supportare il cambiamento dello stile di vita;
gestire eventuali complicanze o effetti collaterali;
valutare, quando indicato, l’integrazione con terapie farmacologiche approvate per l’obesità.
Il mantenimento del risultato è una fase attiva del trattamento e richiede continuità di cura. Per questo motivo, dopo endoscopia o chirurgia, il percorso prosegue con controlli regolari, in presenza o in telemedicina, all’interno di un modello assistenziale coordinato e personalizzato.