Eloralintide: una nuova frontiera terapeutica contro l’obesità grazie all’amylina

Negli ultimi anni la ricerca farmacologica per il trattamento dell’obesità ha fatto enormi passi avanti, soprattutto grazie ai farmaci incretinici come GLP-1 e GIP/GLP-1 agonisti. Tuttavia, non tutti i pazienti rispondono in maniera ottimale, e alcuni presentano effetti collaterali gastrointestinali importanti.
Per questo motivo crescono l’interesse e gli investimenti verso nuove classi di farmaci con meccanismi d’azione complementari.

Tra queste, un ruolo sempre più rilevante è ricoperto dagli agonisti del recettore dell’amylina (amylina). L’amylina è un ormone co-secreto dal pancreas insieme all’insulina e agisce regolando l’appetito, lo svuotamento gastrico e alcuni aspetti del metabolismo glucidico.

L’articolo pubblicato su Molecular Metabolism presenta Eloralintide (LY3841136), un nuovo e promettente agonista selettivo del recettore dell’amylina, studiato come possibile terapia anti-obesità.

Cos’è Eloralintide?

Eloralintide è un analogo sintetico dell’amylina, progettato con modifiche strutturali che ne migliorano:

  • la stabilità,

  • la durata d’azione,

  • la selettività verso il recettore AMY1R,

  • la possibilità di somministrazione settimanale.

La selettività è un aspetto molto importante: gli agonisti dell’amylina esistenti, come cagrilintide, agiscono su più recettori (AMY1R, AMY3R e recettore della calcitonina), aumentando il rischio di effetti indesiderati.
Eloralintide è invece progettato per agire in modo preferenziale su AMY1R, ritenuto cruciale nella regolazione dell’appetito.

Cosa mostrano gli studi preclinici

➤ Riduzione dell’assunzione di cibo e perdita di peso

Negli studi condotti su ratti e macachi:

  • Eloralintide ha ridotto l’appetito in modo dose-dipendente.

  • Ha prodotto una perdita di peso significativa, legata soprattutto alla diminuzione della massa grassa.

  • Ha mostrato un profilo di efficacia sovrapponibile a cagrilintide, già noto come agonista dell’amylina di riferimento.

➤ Minore avversione al gusto (migliore tollerabilità)

Un dato molto interessante riguarda la condizionata avversione al gusto, un modello animale che predice nausea e malessere:

  • Eloralintide ha causato meno avversione al gusto rispetto a cagrilintide.

  • Ciò suggerisce un potenziale profilo di tollerabilità migliore, soprattutto sul piano gastrointestinale.

➤ Azione per lo più sulla massa grassa

La perdita di peso indotta da Eloralintide deriva principalmente da:

  • − Fat mass

  • ≈ Lean mass preservata

Nei confronti diretti nei ratti obesi, la perdita di massa grassa era simile a quella ottenuta con cagrilintide, ma la perdita di massa magra risultava inferiore, un aspetto molto rilevante in ottica clinica.

Farmacocinetica: un farmaco da somministrare una volta a settimana

Eloralintide presenta una emivita tra 13 e 15 giorni, molto più lunga rispetto a molti farmaci attualmente disponibili.
Questo significa che è possibile somministrare il farmaco una sola volta a settimana, facilitando l’aderenza terapeutica.

Cosa emerge dagli studi sull’uomo (fase 1)

Lo studio clinico di fase 1 ha coinvolto 48 adulti sani e aveva l’obiettivo di valutare sicurezza, tollerabilità e primi segnali di efficacia.

➤ Ottima tollerabilità

Non sono stati registrati eventi avversi gravi.
Su 36 partecipanti trattati:

  • Solo 2 hanno manifestato sintomi gastrointestinali (nausea o vomito), tutti di breve durata e risolti spontaneamente.

Questa bassa incidenza è significativa, considerando che nausea e vomito sono tra gli effetti collaterali più frequenti dei farmaci incretinici.

➤ Perdita di peso già dopo una singola dose

Pur trattandosi di uno studio di fase 1, con partecipanti non obesi, i risultati sono stati incoraggianti:

  • Dose 4 mg → −2,5% di peso in 4 settimane

  • Dose 12 mg → −4,4% di peso in 4 settimane

  • Placebo → +0,6% di aumento di peso

Effetti così visibili dopo una sola dose, in una popolazione non selezionata per obesità, suggeriscono un importante potenziale clinico.

Perché Eloralintide è considerato così promettente

Eloralintide potrebbe rappresentare una nuova arma terapeutica grazie a:

Meccanismo complementare agli agonisti GLP-1 e GIP/GLP-1

Questo apre la strada a combinazioni farmacologiche ancora più efficaci.

Selettività sul recettore AMY1R

Potrebbe ridurre il rischio di nausea e altri effetti gastrointestinali.

Perdita di grasso più marcata rispetto alla perdita di massa magra

Ottimale dal punto di vista clinico, metabolico e funzionale.

Somministrazione settimanale

Favorisce l’aderenza, soprattutto nel trattamento cronico dell’obesità.

Buon profilo di sicurezza ed effetti collaterali minimi

Un aspetto chiave per terapie a lungo termine.

Prospettive future

Sono già in corso diversi studi clinici che valuteranno:

  • Eloralintide in monoterapia in persone con sovrappeso e obesità

  • La combinazione con tirzepatide, che potrebbe potenziare ulteriormente la perdita di peso

Se i risultati futuri confermeranno quanto osservato, Eloralintide potrebbe diventare uno dei protagonisti della prossima generazione di terapie anti-obesità.

Conclusione

Eloralintide rappresenta una delle innovazioni più interessanti nel panorama dei farmaci anti-obesità.
La sua selettività per il recettore dell’amylina, il profilo di tollerabilità favorevole e i risultati iniziali sulla perdita di peso lo rendono un candidato estremamente promettente per chi necessita di opzioni alternative agli agonisti GLP-1 o per strategie terapeutiche combinate.

La ricerca sta aprendo nuove strade e l’amylina — dopo anni in secondo piano — torna ad essere uno degli ormoni più studiati nella lotta all’obesità.

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