Obesità, Terapia Farmacologica Obesità Marco Franceschin Obesità, Terapia Farmacologica Obesità Marco Franceschin

GLP-1 a Frequenza Ridotta: Si Può Mantenere il Beneficio riducendo il dosaggio ?

Wong et al. (Obesity, 2026) hanno condotto una serie di casi retrospettiva su 30 adulti in trattamento con semaglutide o tirzepatide, che dopo aver raggiunto un plateau stabile del peso in terapia settimanale sono passati a un regime a frequenza ridotta — nella maggior parte dei casi ogni due settimane — mantenendo la stessa dose efficace.

I risultati mostrano che questo approccio di de-escalation non solo non ha causato recupero di peso, ma ha prodotto un'ulteriore riduzione ponderale media del 2,3% (da 74,1 a 72,4 kg, p<0,01), con BMI finale medio di 24,6 kg/m². La composizione corporea è migliorata ulteriormente — con riduzione della massa grassa e stabilizzazione della massa muscolare — e tutti i parametri metabolici migliorati con la terapia settimanale (HbA1c, trigliceridi, pressione arteriosa) si sono mantenuti stabili. L'HDL ha addirittura migliorato significativamente proprio durante la fase a frequenza ridotta (p<0,001).

Tuttavia, lo studio fornisce la prima evidenza pubblicata a supporto della de-escalation strutturata come strategia praticabile per ridurre costi, migliorare l'aderenza e rispondere alla domanda più comune dei pazienti: "Devo prenderlo per sempre?"

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Semaglutide e visite online: cosa ci dice davvero la medicina reale

Un ampio studio di real-world evidence ha analizzato l’efficacia e la sicurezza del semaglutide in oltre 4.500 pazienti con sovrappeso e obesità seguiti tramite percorsi di telemedicina. I risultati mostrano una perdita di peso clinicamente significativa, paragonabile a quella osservata negli studi clinici tradizionali, con un profilo di sicurezza coerente e prevedibile. L’analisi conferma che la gestione dell’obesità può essere efficace anche online, a condizione che il percorso sia strutturato, medicalmente supervisionato e basato sulle evidenze scientifiche. La telemedicina emerge così come uno strumento valido per ampliare l’accesso alle cure, senza compromettere qualità e sicurezza.

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Food Noise: dal sintomo soggettivo ad aspetto chiave nella gestione dell’obesità

Il food noise è un nuovo costrutto clinico che descrive pensieri continui, intrusivi e indesiderati sul cibo. Gli studi recenti propongono una definizione scientifica e uno strumento di misurazione dedicato (RAID-FN Inventory). Il fenomeno è collegato alla reattività agli stimoli alimentari (modello CIRO), ai circuiti neurobiologici del reward e ai segnali intestinali come GLP-1. Le evidenze preliminari suggeriscono che gli agonisti del recettore GLP-1 possono ridurre significativamente il food noise, migliorando controllo dell’appetito, aderenza terapeutica e qualità di vita. Pur restando necessarie ulteriori ricerche, il food noise emerge come parametro clinico rilevante per personalizzare i percorsi di cura nell’obesità.

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Eloralintide: una nuova frontiera terapeutica contro l’obesità grazie all’amylina

Eloralintide è un innovativo agonista dell’amylina progettato per il trattamento dell’obesità. Agendo selettivamente sul recettore AMY1R, riduce l’appetito, favorisce la perdita di peso e colpisce soprattutto la massa grassa, mostrando un potenziale superiore rispetto agli agonisti non selettivi. I primi studi clinici dimostrano un’ottima tollerabilità, una lunga durata d’azione e una riduzione del peso fino al 4,4% in sole quattro settimane. Ecco come funziona, perché è considerato un farmaco promettente e quali sviluppi clinici sono in corso.

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L'Obesità non è uguale per tutti: Il Ruolo Nascosto di Autismo e ADHD nei Trattamenti

Una nuova scoping review pubblicata su Nutrients analizza il legame tra obesità negli adulti, ADHD e autismo. L'analisi di 31 studi evidenzia una significativa prevalenza di ADHD nei pazienti con obesità , spesso associata a uno status socioeconomico inferiore e a una peggiore qualità della vita.

I pazienti con ADHD mostrano tassi più elevati di impulsività , disturbi alimentari (come binge eating e dipendenza da cibo) , e psicopatologia (ansia, depressione).

Per quanto riguarda i trattamenti per l'obesità:

  • I programmi comportamentali (dieta/esercizio) hanno mostrato esiti peggiori.

  • La farmacoterapia per l'obesità ha portato a una minore perdita di BMI.

  • Il trattamento con farmaci specifici per l'ADHD si è dimostrato efficace per la perdita di peso.

  • La chirurgia bariatrica ha prodotto una perdita di peso comparabile ai pazienti non-ADHD, ma con maggiori complicazioni e minore aderenza ai follow-up.

La revisione evidenzia infine un grave vuoto di ricerca sull'intersezione tra autismo e obesità negli adulti.

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Telemedicina e Gestione del Peso: Chi Sono i Pazienti che Scelgono l'Online?

Un nuovo studio osservazionale su 20.000 pazienti analizza l'efficacia della telemedicina direct-to-consumer (DTC) per la gestione del peso. Lo studio, focalizzato su pazienti a cui è stato prescritto Plenity (un idrogel orale superassorbente, OSH) , dimostra che la telemedicina è un canale valido ed efficace per fornire accesso alle cure. Un dato chiave è che quasi un terzo del campione (32,13%) era costituito da pazienti con preobesità (BMI 25-29.9)4. Questo rivela che la telemedicina sta raggiungendo una popolazione "sottotrattata" che cerca attivamente un intervento precoce per prevenire la progressione verso l'obesità.

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Semaglutide: nuove evidenze sui benefici cardiovascolari anche oltre il diabete

Nuove evidenze mostrano che semaglutide riduce significativamente il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, inclusi infarto e mortalità cardiovascolare, anche nelle persone con obesità senza diabete. Lo studio conferma il ruolo dei GLP-1 RA nella protezione cardiometabolica, con un profilo di sicurezza favorevole.

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L'Allarme Obesità in Italia: La Salute Peggiora in 12 Mesi. Il Nuovo Studio ITROS

Il nuovo studio ITROS (Italian Real-world Overweight/Obesity Study) ha analizzato il peso dell'obesità e del sovrappeso grave BMI>27 nella medicina generale in Italia. Analizzando i dati di oltre 134.000 pazienti, lo studio ha scoperto che lo stato di salute peggiora, e l'utilizzo delle risorse sanitarie aumenta, nell'arco di soli 12 mesi dalla registrazione di un BMI elevato.

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