GLP-1 e Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: cosa dice la nuova meta-analisi del 2025
Negli ultimi anni l’obesità è diventata sempre più frequente anche tra i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), come Malattia di Crohn e Rettocolite Ulcerosa. A oggi, si stima che dal 20% al 40% dei pazienti IBD presenti un eccesso di peso, una condizione che può peggiorare il decorso clinico, aumentare il rischio di complicanze e ridurre la risposta alle terapie biologiche.
Parallelamente, i GLP-1 receptor agonists (GLP-1 RA) – come semaglutide, liraglutide e tirzepatide – si sono affermati come tra i farmaci più efficaci per il trattamento dell’obesità. Questo ha portato a una domanda crescente: possono essere utilizzati in sicurezza ed efficacia anche nei pazienti con IBD?
Una recente meta-analisi del 2025 ha cercato di rispondere proprio a questa domanda.
Cosa ha analizzato lo studio
La meta-analisi ha incluso 8 studi retrospettivi per un totale di 1.236 pazienti IBD trattati con GLP-1 RA.
Gli obiettivi principali erano valutare:
la perdita di peso dopo terapia con GLP-1 RA;
i cambiamenti di BMI, HbA1c e profilo lipidico;
la sicurezza del trattamento in pazienti con Crohn e Colite Ulcerosa.
Risultati principali
Perdita di peso significativa
I GLP-1 hanno determinato una perdita media di:
−5,71 kg (95% CI: −9,56 / −1,86)
In particolare, semaglutide ha mostrato risultati sovrapponibili (−5,59 kg), confermandosi il più efficace anche nella popolazione IBD.
Riduzione del BMI
Il BMI si è ridotto in media di:
−2,18 kg/m²
Un risultato coerente con quanto osservato nella popolazione generale trattata con GLP-1.
Nessun miglioramento significativo di glicemia e lipidi
I GLP-1 non hanno mostrato variazioni statisticamente rilevanti su:
HbA1c
Colesterolo totale
LDL, HDL
Probabile causa: livelli basali quasi normali e presenza di soggetti non diabetici.
Sicurezza complessivamente buona
Gli effetti collaterali più comuni sono stati:
nausea/vomito (13,7%)
diarrea (5%)
stipsi (7%)
Eventi rari: pancreatite, ostruzione intestinale e singoli casi di flare IBD.
👉 Importante: nessuno studio ha mostrato un aumento del rischio di peggioramento della malattia.
Anzi, dati precedenti suggeriscono possibili effetti antinfiammatori, probabilmente mediati da:
riduzione del peso e dell’infiammazione sistemica;
modulazione delle citochine pro-infiammatorie;
miglioramento della barriera intestinale.
Meccanismi chiave del GLP-1 nelle IBD
Secondo studi preclinici e osservazionali, i GLP-1 potrebbero:
ridurre l’attivazione del pathway NF-κB,
diminuire TNF-α e IL-1,
migliorare la mucosa intestinale danneggiata,
modulare il microbiota.
Limiti dello studio
Tutti gli studi erano retrospettivi, quindi non stabiliscono causalità.
Campioni piccoli per glicemia e lipidi.
Mancano analisi specifiche per Crohn vs Colite Ulcerosa.
Impossibile valutare appieno gli effetti sulla progressione della malattia.
Conclusioni per la pratica clinica
Questa meta-analisi suggerisce che nei pazienti con IBD:
I GLP-1 RA sono efficaci per la perdita di peso e generalmente sicuri, senza evidenze di peggioramento della malattia.
Pur con i limiti disponibili, questi dati supportano l’utilizzo dei GLP-1 come opzione terapeutica valida per l’obesità nei pazienti con IBD, specialmente quando l’eccesso di peso contribuisce a un decorso clinico sfavorevole.
Sono necessari studi prospettici e RCT per confermare:
l’impatto sulle riacutizzazioni,
le differenze tra Crohn e Colite Ulcerosa,
la sicurezza a lungo termine.