GLP-1 e binge eating: nuove prospettive terapeutiche tra neuroscienze e metabolismo

Introduzione

Il binge eating (abbuffata compulsiva) rappresenta il sintomo centrale di disturbi complessi come il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (BED) e la bulimia nervosa, condizioni associate a importanti conseguenze metaboliche, psicologiche e cardiovascolari.
Nonostante la disponibilità di terapie psicologiche efficaci, una quota rilevante di pazienti non risponde in modo adeguato o non riesce ad accedere a percorsi strutturati. In questo contesto, l’attenzione della ricerca clinica (articoli originali disponibili qui: Aoun L.  : Balantekin N.  ) si è recentemente concentrata sul ruolo del GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1) e dei suoi agonisti come possibile supporto farmacologico innovativo.

Cos’è il GLP-1 e perché è rilevante nei disturbi alimentari

Il GLP-1 è un ormone intestinale e neuropeptide prodotto sia a livello periferico (cellule L intestinali) sia centrale (tronco encefalico).
Oltre al noto ruolo nel controllo glicemico, il GLP-1:

  • riduce l’appetito

  • aumenta la sensazione di sazietà

  • rallenta lo svuotamento gastrico

  • modula i circuiti cerebrali della ricompensa alimentare

Questi effetti spiegano l’uso clinico degli agonisti del recettore GLP-1 nel trattamento di diabete e obesità, ma hanno anche importanti implicazioni nei disturbi caratterizzati da perdita di controllo sull’assunzione di cibo.

Binge eating e disfunzione dei segnali di sazietà

Nei pazienti con BED e bulimia nervosa sono state osservate alterazioni nei meccanismi neuroendocrini che regolano:

  • sazietà

  • impulso

  • risposta emotiva al cibo

  • ricompensa dopaminergica

In particolare, diversi studi indicano una disregolazione del sistema GLP-1, con livelli alterati dell’ormone e una ridotta efficacia dei segnali di stop alimentare. Questo contribuisce alla difficoltà nel riconoscere la sazietà e nel controllare l’impulso all’abbuffata .

Meccanismi neurobiologici: GLP-1 e controllo del comportamento alimentare

Il GLP-1 agisce su diverse aree cerebrali coinvolte nel binge eating:

  • ipotalamo, regolazione fame–sazietà

  • nucleo accumbens e sistema mesolimbico, ricompensa e craving

  • corteccia prefrontale, controllo degli impulsi e regolazione emotiva

Attraverso queste vie, l’attivazione del recettore GLP-1 riduce il valore edonico del cibo altamente palatabile e migliora la capacità di autoregolazione, elementi chiave nella fisiopatologia delle abbuffate.

Agonisti del recettore GLP-1: evidenze cliniche emergenti

Negli ultimi anni sono stati pubblicati studi clinici e osservazionali che valutano l’uso di agonisti GLP-1 nei pazienti con binge eating. In particolare:

  • Liraglutide
    Studi pilota e trial controllati mostrano una riduzione significativa della frequenza delle abbuffate, associata a perdita di peso e miglioramento dei parametri metabolici.

  • Semaglutide
    Evidenze preliminari indicano una riduzione più marcata del craving alimentare e dei punteggi di binge eating rispetto ad alcune terapie farmacologiche tradizionali.

  • Dulaglutide
    In pazienti con diabete tipo 2 e BED, si è osservata una riduzione delle abbuffate indipendente dalla sola perdita di peso.

Nel complesso, i GLP-1 RA mostrano un profilo psichiatrico favorevole, con minore rischio di effetti collaterali neuropsichiatrici rispetto a farmaci come stimolanti o antiepilettici .

Sicurezza e tollerabilità

Gli agonisti GLP-1 sono generalmente ben tollerati. Gli effetti collaterali più comuni sono gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea), soprattutto nelle fasi iniziali della terapia, e tendono a ridursi con il tempo.
Il rischio di ipoglicemia è minimo nei pazienti non diabetici, grazie al meccanismo glucosio-dipendente del GLP-1.

GLP-1 e approccio multidisciplinare

È fondamentale sottolineare che gli agonisti GLP-1 non sostituiscono la psicoterapia, che rimane il trattamento di prima linea per BED e bulimia nervosa.
Tuttavia, possono rappresentare un importante supporto integrato, in particolare nei pazienti con:

  • obesità associata

  • fallimento delle terapie tradizionali

  • forte componente impulsiva o craving

  • difficoltà di aderenza ai percorsi comportamentali

Prospettive future

Le evidenze attuali sono promettenti ma ancora preliminari. Sono necessari:

  • studi randomizzati di ampie dimensioni

  • follow-up a lungo termine

  • identificazione dei pazienti “responder”

  • confronto diretto tra diversi agonisti GLP-1

La ricerca futura chiarirà il ruolo definitivo di questi farmaci nella cura dei disturbi dell’alimentazione.

Conclusioni

Il sistema GLP-1 rappresenta oggi uno dei ponti più interessanti tra metabolismo, neuroscienze e comportamento alimentare.
Gli agonisti del recettore GLP-1 aprono nuove prospettive nel trattamento del binge eating, soprattutto all’interno di un percorso medico multidisciplinare, personalizzato e basato su evidenze scientifiche .

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