Microbiota, Prebiotici e Probiotici: Come Possono Aiutare nel Trattamento dell’Obesità
Il microbiota intestinale svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del peso corporeo e del metabolismo. Studi recenti dimostrano che prebiotici e probiotici possono contribuire a migliorare obesità e sindrome metabolica attraverso la modulazione della flora intestinale.
I prebiotici (inulina, FOS, GOS, XOS) favoriscono la crescita di batteri benefici, aumentano la produzione di acidi grassi a corta catena e potenziano gli ormoni della sazietà come GLP-1 e PYY.
I probiotici, in particolare ceppi come Lactobacillus gasseri, L. rhamnosus e Bifidobacterium breve, mostrano effetti positivi su peso, infiammazione e sensibilità insulinica.
L’integrazione tramite alimenti funzionali (yogurt, prodotti fermentati, formulazioni simbiotiche) migliora la tollerabilità e potenzia l’efficacia clinica.
Nel complesso, la modulazione mirata del microbiota rappresenta un approccio naturale e promettente per supportare i trattamenti dell’obesità, accanto a dieta, attività fisica e terapie farmacologiche.
GLP-1 e Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: cosa dice la nuova meta-analisi del 2025
La nuova meta-analisi 2025 conferma che i farmaci GLP-1 receptor agonists (GLP-1 RA), come semaglutide e liraglutide, sono efficaci e sicuri nei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), incluse Malattia di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.
I GLP-1 favoriscono una perdita di peso significativa, con una riduzione media di −5,71 kg e −2,18 kg/m² di BMI, senza aumentare il rischio di riacutizzazioni della malattia.
Gli studi mostrano che la terapia non altera glicemia o profilo lipidico e presenta una buona tollerabilità (nausea, diarrea e stipsi sono gli effetti collaterali più frequenti).
Oltre al controllo del peso, i GLP-1 potrebbero offrire effetti benefici sull’intestino: riduzione dell’infiammazione, miglioramento della barriera mucosa e modulazione del microbiota.
Queste evidenze suggeriscono che i GLP-1 rappresentano una soluzione terapeutica valida per gestire l’obesità nei pazienti con IBD, con potenziali vantaggi anche sul decorso clinico.
Obesity Is Not the Same for Everyone: The Hidden Role of Autism and ADHD in Treatment Response
A recent scoping review published in Nutrients examines the link between neurodiversity—specifically ADHD and autism—and obesity in adults. The findings show that ADHD is significantly overrepresented in adults with obesity, shaping a distinct clinical profile marked by impulsivity, emotional dysregulation, eating disorders, and poorer quality of life. These patients also show worse outcomes with standard behavioral and pharmacological weight-loss treatments.
By contrast, ADHD-specific medications appear to support meaningful weight loss. Bariatric surgery remains effective, but patients with ADHD face higher complication rates and lower adherence to follow-up.
The review also highlights a major research gap: despite clinical relevance, there is almost no evidence on autism and obesity in adults.
Overall, the study underscores the need for personalized, neurodiversity-informed obesity care, rather than relying solely on traditional weight-loss strategies.
L'Obesità non è uguale per tutti: Il Ruolo Nascosto di Autismo e ADHD nei Trattamenti
Una nuova scoping review pubblicata su Nutrients analizza il legame tra obesità negli adulti, ADHD e autismo. L'analisi di 31 studi evidenzia una significativa prevalenza di ADHD nei pazienti con obesità , spesso associata a uno status socioeconomico inferiore e a una peggiore qualità della vita.
I pazienti con ADHD mostrano tassi più elevati di impulsività , disturbi alimentari (come binge eating e dipendenza da cibo) , e psicopatologia (ansia, depressione).
Per quanto riguarda i trattamenti per l'obesità:
I programmi comportamentali (dieta/esercizio) hanno mostrato esiti peggiori.
La farmacoterapia per l'obesità ha portato a una minore perdita di BMI.
Il trattamento con farmaci specifici per l'ADHD si è dimostrato efficace per la perdita di peso.
La chirurgia bariatrica ha prodotto una perdita di peso comparabile ai pazienti non-ADHD, ma con maggiori complicazioni e minore aderenza ai follow-up.
La revisione evidenzia infine un grave vuoto di ricerca sull'intersezione tra autismo e obesità negli adulti.
Diarrea dopo chirurgia bariatrica: cause, diagnosi e trattamento
La diarrea dopo chirurgia bariatrica è una complicanza frequente, soprattutto dopo interventi con componente malassorbitiva come bypass gastrico (RYGB) e BPD. Le cause sono molteplici: cambiamenti alimentari, malassorbimento di carboidrati (lattosio, fruttosio), alterazioni del microbiota, SIBO, insufficienza pancreatica esocrina, bile acid malabsorption, dumping syndrome e malattie intestinali non diagnosticate. L’anatomia modificata rende complessa la diagnosi, limitando test convenzionali e richiedendo spesso un approccio terapeutico empirico. I trattamenti includono modifiche dietetiche, enzimi pancreatici, probiotici, antibiotici, colestiramina e supplementazioni nutrizionali. Riconoscere precocemente le cause permette di migliorare la qualità di vita, prevenire carenze e ottimizzare i risultati dell’intervento bariatrico. Questo articolo analizza le principali cause, gli strumenti diagnostici e le opzioni terapeutiche più efficaci per gestire la diarrea nel post-operatorio.
Semaglutide: nuove evidenze sui benefici cardiovascolari anche oltre il diabete
Nuove evidenze mostrano che semaglutide riduce significativamente il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, inclusi infarto e mortalità cardiovascolare, anche nelle persone con obesità senza diabete. Lo studio conferma il ruolo dei GLP-1 RA nella protezione cardiometabolica, con un profilo di sicurezza favorevole.