Apnea ostruttiva del sonno (OSA): una patologia cronica spesso sottodiagnosticata

L’apnea ostruttiva del sonno (Obstructive Sleep Apnea, OSA) è una patologia respiratoria del sonno caratterizzata da episodi ricorrenti di collasso delle vie aeree superiori durante il sonno, con conseguente riduzione o arresto del flusso d’aria nonostante la persistenza dello sforzo respiratorio.
Questi eventi determinano desaturazioni di ossigeno, micro-risvegli ripetuti e una profonda frammentazione del sonno.

Quando l’OSA si associa a eccessiva sonnolenza diurna, si parla più correttamente di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).

L’OSA rappresenta la forma più comune di disturbo respiratorio del sonno ed è oggi riconosciuta come una malattia cronica, progressiva e multifattoriale, spesso sottovalutata e largamente sottodiagnosticata.

Un continuum clinico: dal russamento all’OSA conclamata

I disturbi respiratori del sonno non sono condizioni “tutto o nulla”, ma si collocano lungo un continuum clinico che va dal russamento semplice, passa attraverso la sindrome da aumentata resistenza delle vie aeree superiori (UARS), fino alle forme conclamate di OSA.

Con il progredire della patologia aumentano:

  • la resistenza delle vie aeree,

  • il numero di micro-risvegli,

  • la sonnolenza diurna,

  • il rischio cardiovascolare e metabolico.

Segni e sintomi: notturni e diurni

I sintomi dell’OSA insorgono spesso in modo graduale e insidioso, e possono essere presenti per anni prima della diagnosi.

Sintomi notturni più frequenti

  • Russamento intenso e abituale

  • Apnee osservate dal partner, spesso seguite da rantoli o “sbuffi”

  • Sensazioni di soffocamento o risvegli improvvisi

  • Sonno agitato, frequenti risvegli

  • Nicturia

Sintomi diurni

  • Sonno non ristoratore

  • Cefalea mattutina, secchezza orale

  • Sonnolenza diurna e affaticamento

  • Riduzione della concentrazione e della memoria

  • Alterazioni dell’umore (depressione, irritabilità, ansia)

  • Riduzione della libido e disfunzione sessuale

La classica triade clinica dell’OSA viene spesso riassunta nelle “3 S”:
Snoring (russamento), Sleepiness (sonnolenza), Significant-other report (segnalazione del partner).

Diagnosi: il ruolo centrale della polisonnografia

La diagnosi di OSA richiede un esame strumentale del sonno, rappresentato dalla polisonnografia notturna, eseguita in laboratorio o, in casi selezionati, a domicilio.

Secondo le linee guida della American Academy of Sleep Medicine, la polisonnografia consente di valutare:

  • stadi del sonno,

  • flusso respiratorio e sforzo toraco-addominale,

  • saturazione di ossigeno,

  • frequenza cardiaca,

  • apnee, ipopnee e risvegli correlati allo sforzo respiratorio (RERA).

L’esame obiettivo può suggerire il sospetto clinico (obesità, circonferenza del collo aumentata, retrognazia, ipertensione), ma non è sufficiente da solo per porre diagnosi.

Perché l’OSA è clinicamente rilevante

L’OSA non trattata è fortemente associata a:

  • ipertensione arteriosa resistente

  • cardiopatia ischemica e scompenso cardiaco

  • ictus

  • diabete tipo 2 e sindrome metabolica

  • depressione

  • aumento del rischio di incidenti stradali e lavorativi

L’obesità rappresenta il principale fattore di rischio modificabile: una riduzione del peso corporeo del 10% può determinare una riduzione di circa il 25% degli eventi respiratori notturni.

Trattamento: un approccio personalizzato e multidisciplinare

La strategia terapeutica dipende dalla gravità dell’OSA e dalle caratteristiche del paziente.

Terapia di prima linea

La CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) rappresenta il trattamento standard nelle forme moderate-severe. Agisce come uno “splint pneumatico”, mantenendo pervie le vie aeree durante il sonno e normalizzando ossigenazione e architettura del sonno.

Terapie complementari o alternative

  • Perdita di peso e modifiche dello stile di vita

  • Terapia posizionale

  • Dispositivi orali di avanzamento mandibolare (nei casi lievi-moderati selezionati)

  • Chirurgia delle vie aeree in casi ben selezionati

Terapia farmacologica: una novità rilevante

Storicamente, i farmaci non hanno avuto un ruolo centrale nel trattamento dell’OSA. Tuttavia, recentemente tirzepatide, agonista dei recettori GIP/GLP-1, è stato approvato negli Stati Uniti per il trattamento dell’OSA moderata-severa in adulti con obesità, sottolineando ancora una volta il legame stretto tra obesità e apnea del sonno.

Messaggio chiave

L’apnea ostruttiva del sonno non è un semplice russamento, ma una patologia sistemica con importanti conseguenze cardiovascolari, metaboliche e neurocognitive.
Il riconoscimento precoce, la diagnosi accurata e un trattamento personalizzato — spesso integrato con la gestione dell’obesità — sono fondamentali per migliorare qualità e aspettativa di vita dei pazienti.

Dr Marco Franceschin MD MSc

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