Perché è così difficile continuare le terapie per l’obesità?
Negli ultimi anni sono diventati disponibili farmaci sempre più efficaci per il trattamento dell’obesità. Eppure, nella vita reale, molte persone interrompono la terapia prima del tempo, spesso anche quando il farmaco funziona. Perché succede?
Una recente revisione scientifica pubblicata su Obesity Reviews ha analizzato proprio questo problema, cercando di capire quali fattori influenzano l’aderenza alle terapie farmacologiche per l’obesità, cioè la capacità di iniziare il trattamento, seguirlo correttamente e mantenerlo nel tempo.
L’obesità è una malattia cronica (ma spesso non viene percepita così)
Uno dei messaggi più importanti che emerge è che l’obesità viene ancora spesso vissuta come un problema “temporaneo”, da risolvere in pochi mesi. Molti pazienti iniziano una terapia aspettandosi un calo di peso rapido e visibile. Quando questo non accade secondo le aspettative, può subentrare delusione e la tendenza ad abbandonare il trattamento.
In realtà, come accade per il diabete o l’ipertensione, l’obesità è una condizione cronica, che richiede tempo, continuità e strategie a lungo termine.
Gli effetti collaterali e la paura di “dipendere dal farmaco”
Un altro motivo frequente di sospensione è la comparsa di effetti collaterali, soprattutto gastrointestinali. Anche quando sono lievi o transitori, possono generare preoccupazione se non vengono spiegati adeguatamente.
A questo si aggiunge una paura molto diffusa: “Dovrò prendere questo farmaco per sempre?”
La review sottolinea come una comunicazione chiara e onesta fin dall’inizio sia fondamentale per evitare abbandoni precoci.
Il peso dello stigma e del senso di colpa
Molti pazienti con obesità portano con sé anni di tentativi falliti, giudizi esterni e sensi di colpa. Questo stigma può influenzare anche il rapporto con la terapia: se il farmaco non porta subito al risultato sperato, il paziente può viverlo come un ulteriore fallimento personale, anziché come parte di un percorso terapeutico.
Lo studio evidenzia quanto sia importante un approccio non giudicante, che aiuti il paziente a leggere i risultati in termini di salute e non solo di numeri sulla bilancia.
Il ruolo fondamentale del medico e del follow-up
Uno degli elementi più forti emersi dalla review è che l’aderenza migliora quando il paziente non è lasciato solo. Follow-up regolari, spiegazioni chiare, obiettivi realistici e supporto continuo (anche tramite telemedicina) fanno una grande differenza.
Quando il paziente capisce cosa aspettarsi, perché sta assumendo un farmaco e come gestire eventuali difficoltà, è molto più probabile che continui la terapia nel tempo.
Il messaggio finale
I farmaci per l’obesità funzionano, ma non funzionano da soli.
Il successo dipende da:
una corretta informazione,
una relazione di fiducia con il medico,
aspettative realistiche,
e un percorso strutturato e personalizzato.
Migliorare l’aderenza significa migliorare i risultati, la sicurezza e, soprattutto, la qualità di vita delle persone.
Dr Marco Franceschin M.D. MSc.