L'Obesità non è uguale per tutti: Il Ruolo Nascosto di Autismo e ADHD nei Trattamenti
Perché alcuni pazienti faticano più di altri a seguire programmi per la perdita di peso, nonostante la loro motivazione? Una nuova e importante revisione scientifica pubblicata sulla rivista Nutrients fa luce su un fattore cruciale ma spesso trascurato: la neurodiversità.
La ricerca ha analizzato la letteratura esistente per capire il legame tra autismo, ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) e obesità negli adulti. I risultati sono netti: l'ADHD è molto comune nei pazienti con obesità e ne cambia drasticamente il profilo clinico, mentre sull'autismo incombe un enorme vuoto di ricerca.
1. Il Grande Vuoto: Autismo e Obesità
Il dato più sorprendente emerso dalla revisione è la quasi totale assenza di studi sull'autismo negli adulti con obesità. Su 31 studi analizzati, solo due erano "case report" (casi singoli) che descrivevano l'uso efficace di farmaci per la perdita di peso in tre pazienti nello spettro dell’autismo.
Questo è un vuoto significativo. Ricerche in altri campi, come quello dei disturbi alimentari (ED), hanno già dimostrato che i pazienti nello spettro dell’autismo rispondono meglio quando i trattamenti sono adattati alle loro specifiche esigenze sensoriali e cognitive (come nel percorso PEACE). È probabile che lo stesso valga per l'obesità, ma la ricerca deve ancora iniziare.
2. L'ADHD è "Sovrarappresentato" nell'Obesità
A differenza dell'autismo, la connessione tra ADHD e obesità è più documentata. La revisione conferma che l'ADHD è significativamente più comune tra gli adulti con obesità. Uno studio ha rilevato una prevalenza del 20,6% di ADHD nei pazienti con obesità, rispetto al 6,8% nei controlli senza obesità. L'incidenza sembra essere particolarmente alta nelle donne con obesità.
3. Il Profilo Clinico del Paziente con ADHD e Obesità
I pazienti con ADHD e obesità non sono semplicemente "persone con obesità". La revisione mostra che hanno un profilo clinico distinto:
Profilo Socio economico: Tendono ad avere uno status socioeconomico più basso (minore reddito, istruzione e occupazione).
Qualità della Vita: Riferiscono una qualità della vita correlata alla salute peggiore.
Tratti Cognitivi e di Personalità: Mostrano maggiore impulsività, inflessibilità cognitiva e nevroticismo. Hanno anche livelli più bassi di coscienziosità, autodirezione e cooperatività.
Salute Mentale: Presentano tassi più elevati di psicopatologia, inclusi sintomi depressivi e ansiosi, disregolazione emotiva, alessitimia (difficoltà a riconoscere le emozioni) e uso problematico di alcol.
Comportamenti Alimentari: Questo è un punto chiave. I pazienti con ADHD mostrano tassi significativamente più alti di disturbi alimentari, inclusi sintomi bulimici, binge eating (abbuffate), alimentazione segreta, spuntini, fame intensa, food craving e dipendenza da cibo (food addiction). Hanno anche una minore "restrizione cognitiva" (la capacità di controllare consapevolmente l'alimentazione).
4. La Risposta ai Trattamenti: Cosa Funziona e Cosa No
Il dato clinicamente più rilevante è come questi pazienti rispondono ai trattamenti standard per l'obesità:
Programmi Comportamentali (Dieta e Esercizio): ESITI PEGGIORI.
I pazienti con ADHD hanno mostrato una perdita di peso percentuale inferiore e meno probabilità di raggiungere l'obiettivo del 5% di calo ponderale. Hanno inoltre riferito di trovare i compiti del programma (come tenere un diario alimentare o monitorare le calorie) significativamente più difficili.
Farmacoterapia per l'Obesità: ESITI PEGGIORI.
Uno studio ha rilevato che i pazienti con ADHD hanno avuto una perdita di BMI "costantemente e significativamente inferiore" nel corso di cinque anni di trattamento con farmaci per l'obesità.
Farmacoterapia per l'ADHD: ESITI MIGLIORI.
Al contrario, il trattamento dell'ADHD stesso sembra efficace per la perdita di peso. Uno studio ha dimostrato che i pazienti che assumevano farmaci per l'ADHD (principalmente stimolanti) hanno ottenuto una perdita di peso significativa (calo medio del 12,36%) rispetto ai controlli (che hanno guadagnato il 2,78%).
Chirurgia Bariatrica: ESITI COMPLESSI.
La chirurgia bariatrica è l'unica area in cui la perdita di peso è risultata comparabile a quella dei pazienti non-ADHD. Tuttavia, questo successo nel calo ponderale ha un costo: i pazienti con ADHD hanno mostrato più complicazioni post-operatorie , degenze ospedaliere più lunghe, scarsa aderenza ai follow-up, e tassi più elevati di grazing (mangiare continuo), disturbi alimentari e autolesionismo dopo l'intervento.
Conclusione
Questa revisione lancia un appello per un cambio di paradigma. Per l'autismo, serve urgentemente ricerca. Per l'ADHD, i dati sono chiari: i pazienti con ADHD e obesità necessitano di un approccio integrato. I trattamenti comportamentali standard sono destinati a fallire se non si affrontano i sintomi principali dell'ADHD come l'impulsività e la disregolazione emotiva. Le opzioni più efficaci sembrano essere il trattamento diretto dell'ADHD con farmaci specifici o la chirurgia bariatrica, ma quest'ultima richiede un supporto psicologico e un monitoraggio molto più intensivo.
Dr Marco Franceschin M.D. Msc.